Blufader: la soluzione di GFT
In questo contesto, una delle minacce più insidiose che gli utenti devono affrontare lato privacy è il “camfecting”, un termine che indica l’accesso non autorizzato alla webcam di un dispositivo da parte di terzi malintenzionati. Per proteggersi da questa invasione della privacy, sempre più utenti stanno adottando una soluzione semplice ma efficace: i copri webcam, noti anche come webcam cover.
Tuttavia, i copri webcam classici impediscono l’utilizzo della stessa come dispositivo di de-autenticazione. Per ovviare a questo problema abbiamo introdotto una nuova cover che invece di offuscare completamente la webcam, sfocasse semplicemente l’immagine, rendendo irriconoscibili gli utenti. Per validarne l’efficacia, abbiamo dimostrato che i più avanzati algoritmi di AI di anti sfocamento (de-blurring) non sono in grado di rendere nuovamente riconoscibile l’utente.
Da questo setup nasce Blufader, un nuovo sistema di autenticazione continua, basato su algoritmi di deep learning, che sfrutta il rilevamento e il riconoscimento dei volti sfocati per de-autenticare gli utenti in modo rapido, sicuro e trasparente, preservando la loro privacy.
Blufader è un’estensione del precedente Blufade. In questa versione estesa, è stato integrato un nuovo modulo di riconoscimento facciale per aumentare l’affidabilità, è stata testata la robustezza del sistema contro gli algoritmi di anti-sfocatura e sono stati condotti studi sugli utenti per valutarne l’usabilità.
I test condotti hanno dimostrato l’efficacia di Blufader nel rilevamento di volti sfocati, raggiungendo fino al 95% di precisione e superando sullo stesso dataset altri algoritmi di AI (es. TinaFace, Microsoft Azure v3, Amazon Rekognition, Google Cloud Vision). Blufader è in grado di de-autenticare efficacemente gli utenti fino al 100% di precisione in meno di 3 secondi di “grace period”, soddisfacendo al contempo i requisiti di sicurezza, privacy e usabilità. Inoltre, il modulo di riconoscimento facciale di autenticazione continua di Blufader, basato su una rete neurale siamese permette di riconoscere eventuali volti sfocati diversi da quello dell’utente principale, migliorando la sicurezza complessiva del sistema.