22 giu 2025

Oltre la Customer Experience: come AI agent e CRM evoluti ridefiniscono la Human Experience

Le aziende stanno superando la tradizionale Customer Experience per abbracciare la Human Experience: un approccio più profondo, personalizzato e adattivo, reso possibile dalla combinazione di CRM intelligenti e AI Agent autonomi.
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Davide Sacchi
CRM Senior Manager Salesforce Practice Leader Italy
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Business professional standing in a modern office, looking thoughtfully out the window, symbolizing leadership and forward-thinking.
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Le aspettative delle persone nei confronti di brand e servizi sono sempre più alte; dunque, le aziende devono modificare il proprio modo di creare valore e innalzare i propri standard.

In questo scenario, la combinazione di strategie CRM moderne e data-driven e l’impiego di AI agent autonomi e collaborativi - anche grazie alla moderna piattaforma intelligente Salesforce - abilita una nuova generazione di interazioni che rafforzano la relazione con il cliente e generano valore reale, sia per le persone che per il business.

Le moderne aspettative nell’esperienza utente

Il passaggio dalla Customer Experience alla Human Experience riflette un cambiamento radicale nella percezione del valore: non conta solo cosa viene offerto, ma come viene vissuto. In un mondo sempre più orientato all'eccellenza, nel quale le aspettative sono modellate dai migliori player di settore, l'utente si aspetta semplicità, continuità e coerenza, a prescindere dal canale o dal settore di riferimento.

In GFT, questo si traduce in un approccio che mette al centro la dimensione emotiva ed esperienziale, anche nei contesti tecnologicamente più avanzati. La relazione con il cliente, oggi, è interfunzionale e ibrida, condivisa tra esseri umani e sistemi intelligenti, ma l'elemento umano resta sempre la vera "benzina del motore".

Non parliamo più solo di processi o sistemi, ma di esperienze: la vera sfida è rendere semplice ciò che è sempre più complesso, creando esperienze che siano allo stesso tempo fluide e memorabili, grazie a una regia tecnologica orchestrata ma invisibile.

Il ruolo degli AI Agent

L’integrazione di agenti AI autonomi e collaborativi, in particolare di Agentforce la nuova tecnologia di Salesforce, rappresenta un punto di svolta per la Customer Experience. Questi agenti operano come “team digitali” in grado di interagire tra loro e con gli utenti, gestendo attività complesse, anticipando bisogni, automatizzando processi e offrendo un supporto proattivo.

Salesforce ha presentato una delle evoluzioni più interessanti in questo ambito con Agentforce: una nuova tecnologia - totalmente integrata e modulare sulla piattaforma Salesforce - per la gestione di agenti AI, capaci di scalare nel tempo migliorando costantemente.

Ecco perché la fiducia è un pilastro chiave: Salesforce ha sviluppato strumenti come l’Einstein Trust Layer, che garantisce sicurezza, privacy e trasparenza nei sistemi AI. Funzionalità come data masking, zero data retention e toxicity detection contribuiscono a un uso etico e sicuro dell’intelligenza artificiale.

Ma il vero salto di paradigma arriva con la gestione dei sistemi multi-agente (MAS), che necessitano di una governance progettata “da zero” per affrontare comportamenti emergenti, interazioni imprevedibili e nuove dinamiche collaborative tra AI. Da modelli di supervisione gerarchica a framework sociali ispirati all’organizzazione umana, i nuovi approcci mirano a bilanciare autonomia e controllo, innovazione e sicurezza.

AI Experience: l'evoluzione naturale della Human Experience

Eppure secondo il Consumer Experience Trends Report 2026*, siamo davanti a un paradosso. Secondo l'indagine, che ha coinvolto oltre 20.000 consumatori in 14 Paesi, il 73% dei consumatori utilizza ormai l'AI per attività quotidiane, eppure il customer service resta un punto debole. Quasi un consumatore su cinque che ha utilizzato l'AI per l'assistenza clienti non ha ottenuto alcun beneficio dall'esperienza, un tasso di insuccesso quasi quattro volte superiore rispetto ad altri utilizzi dell'intelligenza artificiale. Il servizio clienti basato su AI si posiziona agli ultimi posti per comodità, risparmio di tempo e utilità percepita.

E lo studio Predictions 2026 di Forrester** lancia un avvertimento analogo: tre aziende su dieci potrebbero danneggiare la propria Total Experience con implementazioni premature e inefficaci di assistenza basata su AI. La pressione per ridurre i costi operativi spingerà molte organizzazioni a lanciare chatbot e agenti virtuali prima che siano pronti e in contesti dove difficilmente riusciranno a performare adeguatamente.

Il messaggio è chiaro: l'AI dovrebbe essere utilizzata per costruire connessioni e potenziare l'esperienza umana, non per sostituirla con scorciatoie di servizio.

Negli ultimi anni, infatti, i team di customer experience internazionali hanno dedicato risorse e attenzione alla mappatura dei customer journey, nel tentativo di prevedere e disegnare percorsi lineari tra touchpoint fisici e digitali. Ma oggi non basta più perché i customer journey non sono lineari: tra esperienze frammentate e agenti AI personalizzati, cercare di incasellare i comportamenti in una mappa statica diventa controproducente. Serve un cambio di approccio: passare dal mappare percorsi al costruire relazioni dinamiche, fondandosi su team cross-funzionali permanenti, su metriche condivise e su una visione customer-centric più fluida, in grado di adattarsi in tempo reale.

Agentic experience: la nuova frontiera

Il 2025 è stato spesso definito l'anno degli agenti AI. Nel 2026, stiamo assistendo all'ascesa dell'agentic commerce, cioè interazioni costruite attraverso agenti conversazionali autonomi che accompagnano le persone lungo l'intero ciclo d'acquisto, dalla scoperta alla transazione.

Il 70% degli acquirenti ha già utilizzato strumenti AI per assistenza durante lo shopping, secondo Consorzio Netcomm***, e inizieranno a dipendere sempre più da agenti intelligenti per pianificare, confrontare e completare gli acquisti.

Per i brand, questo significa ripensare completamente discovery, attribuzione e pricing. Chi vorrà vincere dovrà rendere i propri cataloghi "agent-ready", ossia strutturati e leggibili dalle macchine,  e prepararsi a strategie di loyalty che non si rivolgono solo ai consumatori umani, ma anche ai loro agenti digitali.

Come l’AI Experience sta trasformando alcuni settori chiave

Il valore di un approccio che integra dimensione umana e tecnologie AI, si manifesta in modo concreto nei progetti che GFT sviluppa in settori chiave, quali:

  • Banking - gli istituti finanziari adottano CRM avanzati per offrire servizi iper-personalizzati, capaci di adattarsi ai comportamenti del cliente in tempo reale. L’AI supporta il personal banker virtuale nella gestione delle richieste, mentre il contact center – potenziato da agenti intelligenti – è in grado di riconoscere l’utente e soddisfarne le esigenze;
  • Insurance - le compagnie stanno trasformando l’interazione con l’assicurato, offrendo portali self-service personalizzati, tracciamento in tempo reale delle pratiche e aggiornamenti automatici. Il cliente vive un’esperienza trasparente, continua, senza necessità di lunghe interazioni telefoniche o intermediazioni ridondanti;
  • Manufacturing - l’adozione di CRM intelligenti consente ai produttori di creare ecosistemi relazionali con partner e clienti, dove ogni touchpoint è monitorato, analizzato e migliorato costantemente, per snellire processi di ordini/riordini e per monitorare la produzione delle proprie commesse;
  • Retail - i canali fisici e digitali interagiscono in una nuova dimensione omnicanale nella quale l’AI consente di evolvere l’esperienza di acquisto guidando il cliente verso scelte più consapevoli e personalizzate tramite percorsi che si adattano dinamicamente ai comportamenti e alle preferenze dell’utente;
  • Turismo - anche in un settore fortemente analogico, l’uso di AI e CRM avanzati permette di orchestrare esperienze fluide, dalla prenotazione al check-out, con assistenti virtuali che comprendono preferenze, abitudini e bisogni del viaggiatore.
  • Healthcare – Nel settore sanitario, l'AI Experience abilita un patient journey più consapevole e supportato. I sistemi intelligenti gestiscono la prenotazione di appuntamenti, forniscono informazioni pre-visita personalizzate e tracciamento post-trattamento, mentre i clinici conservano il controllo totale sulle decisioni mediche critiche. L'AI potenzia la relazione medico-paziente fornendo dati contestuali, permettendo al professionista di dedicare più tempo all'ascolto e meno alla burocrazia.
  • Fashion & Luxury – Nel mondo del lusso e della moda, l'AI non sostituisce mai la relazione personale del sales assistant con il cliente, anzi la agevola significativamente. I sistemi intelligenti elaborano dati sulle preferenze stilistiche, la storia di acquisti, gli eventi importanti del cliente, permettendo all'assistente di vendita di offrire consulenza altamente personalizzata e anticipare i desideri. L'AI diventa uno strumento di arricchimento della conversazione, non di automazione: il clienteling digitale potenzia l'esperienza umana, creando interazioni più consapevoli, intuitive e costruite sulla fiducia.

Collegare la customer experience ai risultati finanziari

La misurazione della customer experience non può più limitarsi a metriche di soddisfazione. Il valore reale della CX potenziata da AI risiede nella capacità di generare risultati finanziari misurabili e sostenibili.

Per valutare efficacemente l'impatto delle strategie di customer experience, occorre monitorare KPI aziendali specifici come il customer lifetime value (CLV), i tassi di fidelizzazione, i tassi di abbandono, la quota di portafoglio e i costi di acquisizione. Oggi, collegare direttamente i miglioramenti dell'esperienza cliente ai risultati finanziari non è più un'opzione, ma diventa una necessità inderogabile per qualsiasi leader CX.

Per presentare business case efficaci, sarà fondamentale evidenziare prima i vantaggi economici, poi i costi, e sintetizzare il caso in una frase chiara e diretta. L'uso di modelli predittivi come il ROCXI (Return On Customer Experience Investment) permetterà di quantificare il collegamento tra KPI di customer experience ed elementi di business come retention, riduzione del churn e propensione di spesa.

Conclusione

Il nuovo paradigma dell’AI Experience impone un ripensamento strategico delle relazioni tra persone, processi e tecnologia: un’evoluzione graduale, ma decisiva, verso un’esperienza davvero intelligente e centrata sull’essere umano. In questo contesto, il vero valore dell’innovazione per GFT non risiede solo nell’adozione delle tecnologie più avanzate, ma nella capacità di anticipare scenari futuri e costruire, insieme ai clienti, soluzioni capaci di generare valore per le persone, in modo sicuro e sostenibile, in linea con le best practice europee e le esigenze delle organizzazioni moderne.

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Davide Sacchi

CRM Senior Manager Salesforce Practice Leader Italy
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