Digital Banking Expert Survey 2017 di GFT: dalla BaaP all’Intelligenza Artificiale i drivers principali nel percorso di trasformazione

Digital Banking Expert Survey 2017 di GFT: dalla BaaP all’Intelligenza Artificiale

  • L’87 percento delle istituzioni - piccole, medie, grandi dimensioni - afferma di aver definito o di essere in fase di sviluppo della propria strategia di trasformazione digitale
  • L‘Intelligenza Artificiale (IA) tema tra i più “caldi” nel settore dei servizi finanziari  (83 percento complessivamente e 94 percento nelle grandi istituzioni)
  • L‘approccio Bank as a Platform (BaaP) con un modello di business basato su open API è percepito come coerente per disegnare la banca digitale del futuro
  • Le principali sfide per le banche nell'attuazione di una strategia digitale sono l‘integrazione dei sistemi legacy con le nuove tecnologie, la sicurezza e implicazioni sulla privacy e la mancanza di competenze interne nell‘organizzazione
  • La soddisfazione del cliente, la necessità di continuare a competere sono i fattori chiave della trasformazione digitale

Milano, 7 Novembre 2017 – GFT, fornitore mondiale di servizi business, IT e software per il settore finanziario ha annunciato oggi i risultati emersi nella Digital Banking Expert Survey 2017, il sondaggio rivolto agli esperti che rileva anno dopo anno l’attuazione della trasformazione digitale del sistema bancario. L'indagine condotta tra maggio e settembre 2017 da GFT Technologies SE in collaborazione con la società di ricerche di mercato Frost&Sullivan, si è focalizzata su otto paesi, Brasile, Germania, Italia, Messico, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti e ha coinvolto 285 professionisti, manager C-Level e figure decisionali, sia IT sia Business, appartenenti a piccole, medie e grandi banche retail con almeno 500 dipendenti a livello globale. L’obiettivo è stato quello di acquisire conoscenze sui più attuali argomenti del mondo finanziario come la digitalizzazione dell'industria bancaria, l'intelligenza artificiale e la Bank as a Platform.

Una strategia definita di trasformazione digitale quale base per disegnare la banca del futuro

Una notevole percentuale, pari all‘87 percento delle banche (piccole, medie, grandi) intervistate in tutti i paesi, ha in atto una concreta strategia di trasformazione digitale o tale strategia è in fase di sviluppo. Il 34 percento di tutti gli intervistati afferma, infatti, di avere definito una strategia di trasformazione digitale, l’altro 53 percento si ritiene a un buon livello di sviluppo e il 13 percento di non averla ancora definita. Quasi tutte le grandi istituzioni hanno delineato una chiara strategia di trasformazione digitale. Il Regno Unito e la Svizzera sono all'avanguardia in questo ambito - il 100% delle istituzioni di tutte le dimensioni afferma di aver definito o di essere in fase di sviluppo della propria strategia di trasformazione digitale.

Tra le sfide emerse nell’ambito della Digital Banking Expert Survey 2017 si pongono in evidenza la difficoltà di integrazione dei sistemi legacy (59 percento), le implicazioni legate alla security e alla privacy (57 percento) e la mancanza di competenze interne (51 percento): questi fattori sono rispetto al 2016 una barriera all’adozione della trasformazione digitale.

I fattori chiave per la trasformazione digitale

I risultati mostrano come il driver numero uno per migliorare il livello di digitalizzazione all'interno delle organizzazioni finanziarie sia quello di soddisfare le aspettative dei clienti: questo è quanto dichiara il 60 percento dei rispondenti. Seguono alla soddisfazione dei clienti, l’aumento dei ricavi da nuovi servizi o prodotti (51 percento) e la riduzione dei costi operativi (47 percento). Da queste evidenze emerge come il driver numero uno per la digitalizzazione sia rimasto lo stesso rispetto alla Digital Banking Expert Survey di GFT del 2016, dimostrando che il cliente debba essere davvero al centro dell'attenzione. "Soprattutto, le grandi banche attraversano momenti difficili. La digitalizzazione e le mutate esigenze dei clienti rappresentano una minaccia per la sopravvivenza di molte istituzioni finanziarie nel settore Retail Banking ma sono anche una grande opportunità di essere indipendenti da mercati  regolamentati creando nuovi modelli di business basati sui dati", afferma Marika Lulay, CEO di GFT Technologies SE.

In arrivo l‘Intelligenza Artificiale

L’Intelligenza Artificiale è destinata a trasformare radicalmente le attività nel settore bancario e assicurativo nel corso del prossimo decennio. La Survey evidenzia che l'83 percento di tutti gli intervistati riconosce il valore dell’Intelligenza Artificiale - che raggiunge il 94 percento nelle grandi istituzioni – con il 17 percento che ritiene questo ambito strategico e il 33 percento importante ma ancora a un livello tattico. Il Brasile, il Regno Unito e il Messico guidano in termini di rilevanza attribuita all’IA, mentre in Germania, Svizzera e Italia l‘atteggiamento è più prudente e ancora poche banche percepiscono l’IA come strategica. Con l'implementazione di progetti di IA, gli esperti coinvolti nella rilevazione, prevedono di ottenere miglioramenti in una vasta gamma di funzioni aziendali, che vanno dal Back Office al Customer Service, Personal Financial Planning e Vendite.

Qual è la valutazione dei benefici previsti? Tra i più importanti, la riduzione dei costi operativi (71 percento), il conseguimento di un maggiore coinvolgimento dei clienti (64 percento) e la riduzione dei rischi (48 percento).

Secondo Statista, il mercato globale dei Robo Advisor mostra un tasso di crescita annuale che tocca il 41,5 percento. "In particolare, il Retail Banking ha accesso a grandi quantità di dati non strutturati come le informazioni sui clienti, che attualmente non vengono utilizzate al massimo della loro potenzialità. Utilizzando metodi cognitivi basati su sistemi di autoapprendimento, questi dati non strutturati possono essere elaborati e organizzati nel generare ipotesi ponderate sul processo decisionale per servire meglio i clienti nonché aumentare i ricavi", afferma Marika Lulay, CEO di GFT Technologies SE.

L’approccio Bank as a Platform: un passo importante nell’agenda della trasformazione digitale

Quando si considerano le strategie concrete, l'approccio BaaP sembra essere il favorito da molte istituzioni. La visione BaaP è basata sull'idea che le banche distribuiscano i propri prodotti, nonché quelli di terze parti attraverso Open API e sfruttino front-end coerenti con i differenti profili dell’end-user, in modo che i clienti possano facilmente e comodamente scambiare informazioni con più fornitori. Il 69 percento di tutte le banche oggetto della rilevazione ha preso in considerazione l‘approccio BaaP, il 69 percento di queste, dichiara che la BaaP avrà un impatto da considerevole a moderato sul loro modello di business. Tra i benefici principali dell’approccio BaaP, domina un maggiore coinvolgimento del cliente (62 percento), seguito dalla capacità di sviluppare nuove applicazioni (55 percento) e dalla diminuzione dei costi operativi (51 percento). Regno Unito e Spagna svettano nell'adozione della BaaP, mentre Messico, Brasile e Italia sono più cauti con un’ampia percentuale di intervistati che non sta ancora concretamente considerando questo modello. In generale, i principali fattori percepiti come barriere nell’adozione di un modello BaaP, sono la complessità dei sistemi esistenti con ad esempio i legacy (65 percento), implicazioni legate alla sicurezza (56 percento), gli alti costi (45 percento) e la mancanza di competenze interne (43 percento).

Conclusioni in sintesi relative alle banche italiane

Le banche italiane sono in fase avanzata nella strategia di digital banking. Due terzi delle banche italiane sta attuando, o ha già portato a termine, strategie di trasformazione digitale. Le banche che non hanno elaborato strategie di trasformazione digitale sono il 33 percento e si tratta prevalentemente di piccole banche, molte delle quali coinvolte dalla recente riforma del Credito Cooperativo.

Il 38 percento delle banche italiane sta adottando l'approccio BaaP ma tuttavia, nessuna di esse ha ancora iniziato l’implementazione. I benefici della BaaP percepiti in Italia sono in linea con i risultati generali: il maggiore coinvolgimento dei clienti figura al primo posto (42 percento), seguono il potenziamento dei ricavi delle attività bancarie principali (38 percento) e la capacità di sviluppare nuove applicazioni e un maggior flusso di ricavi delle attività non bancarie (36 percento). La sicurezza, la complessità e la mancanza di competenze sono tra le sfide principali individuate dalle banche italiane, in linea con le tendenze generali osservate in tutti i paesi. Più bassa della media generale, la consapevolezza delle modifiche da introdurre ai sistemi di back-end in relazione al modello BaaP.

In generale, il 73 percento delle banche italiane riconosce l’importanza dell’IA. Due intervistati su cinque considerano l’IA importante a livello tattico e un ulteriore 22 percento considera l’IA di importanza strategica. Le tre principali soluzioni di IA che le banche ritengono si debbano adottare sono l’assistenza virtuale alla clientela che svetta con il 61 percento, seguita ma a distanza (36 percento) dall’automazione robotica di alcuni processi e da soluzioni di next best action e interfaccia utente personalizzata (30 percento).

Conclusioni
Le Banche hanno grandi sfide da compiere, come è emerso dalla Digital banking Expert Survey 2017, sfruttando in primis l’approccio Bank as Platform e l’Intelligenza Artificiale quali fattori chiave di una strategia digitale coerente con i nuovi modelli di business che consentono l’accesso di terze parti, soddisfare le aspettative di clienti sempre più esigenti e desiderosi di essere più coinvolti e ridurre i costi operativi. Si osserva che alcune nazioni sono già pronte per la sfida, altre invece stanno pianificando le varie attività per compiere il passo verso quella trasformazione digitale divenuta ormai necessaria per un rinnovato sviluppo del sistema bancario

Per scaricare il report completo clicca qui

In particolare, il Retail Banking ha accesso a grandi quantità di dati non strutturati come le informazioni sui clienti, che attualmente non vengono utilizzate al massimo della loro potenzialità. Utilizzando metodi cognitivi basati su sistemi di autoapprendimento, questi dati non strutturati possono essere elaborati e organizzati nel generare ipotesi ponderate sul processo decisionale per servire meglio i clienti nonché aumentare i ricavi.”
Marika Lulay CEO di GFT Technologies SE
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Comunicato Stampa 7 Novembre 2017

GFT, fornitore mondiale di servizi business, IT e software per il settore finanziario ha annunciato oggi i risultati emersi nella Digital Banking (...)

Portrait Marika Lulay (CEO of GFT)

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