24 set 2024

Next Gen Core: la strategia prima della tecnologia

Abhishek Singh
Digital Banking and TCM Global Practice VP
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Il settore bancario globale si sta reinventando attraverso una combinazione di innovazioni tecnologiche e aspettative dei clienti in costante crescita. L’ascesa della digitalizzazione nel banking ha modificato in profondità il panorama del mercato finanziario. Le banche tradizionali si trovano ora a competere con startup agili (fintech) che offrono prodotti e servizi innovativi.

In misura maggiore o minore, i passi verso l’universo Open (Open Banking, Open Finance, Open Investment e simili) hanno contribuito in modo significativo a spingere quello che oggi viene definito NextGen Core Banking, ovvero la nuova generazione di core banking.


Sebbene molti lo considerino un cambiamento radicale, dobbiamo anche chiederci: si tratta davvero di un nuovo paradigma per le banche tradizionali e le neobank digitali, o stiamo assistendo a un’evoluzione continua di tecnologie già presenti nella modernizzazione del core banking?

A mio avviso, non si tratta di un nuovo paradigma. È innegabile che sia in corso una transizione storica: dal mondo dei processi cartacei ai sistemi digitali odierni. Mentre le istituzioni tradizionali affrontano le sfide imposte dai loro sistemi legacy e dalle loro limitazioni in un’epoca tecnologica in rapida evoluzione, le banche nate digitali e cloud-native hanno la capacità di essere più agili e rapide nell’offrire nuove opportunità e servizi ai propri clienti.

Abhishek Singh
Digital Banking and TCM Global Practice VP

Ciò che chiamiamo NextGen Core Banking racchiude lo sviluppo di piattaforme cloud-native, con un’architettura flessibile, all’avanguardia, scalabile e componibile

Grazie ai microservizi, usati come “blocchi costruttivi”, gli utenti di business possono creare nuove risorse componendo microservizi, in una catena virtuosa. Tutto questo con elaborazioni batch, transazioni in tempo reale, aggiornamenti immediati dei conti dei clienti, trasferimenti di fondi, pagamenti e altre operazioni finanziarie più veloci.

 

All’interno di tutto ciò che ho descritto finora, cosa può davvero essere considerato “NextGen Core”? Se per alcuni questo termine ha una forte componente di marketing, è importante riconoscere che le tecnologie dietro questa tendenza sono già implementate a livello globale nei processi di modernizzazione. Lo sviluppo tecnologico è continuo: ciò che oggi è innovativo potrebbe diventare legacy in pochi anni. La vera chiave, tuttavia, sta in come le istituzioni integrano questi strumenti per trasformare le proprie operazioni.

 

Secondo un sondaggio condotto dal Cedar-IBSi FinTech Lab, più della metà (54%) degli intervistati considera microservizi e connettività API come gli attributi più importanti del cosiddetto NextGen Core Banking. Un altro 23% ritiene più rilevanti le capacità end-to-end, seguito dal cloud-native (21%) e dai workflow integrati (2%). Guardando questi numeri, non vedo nulla che appartenga a una “prossima generazione”: al contrario, sono temi attuali oggi.

 

Questi risultati e i cambiamenti in atto, a mio avviso, non rappresentano una rottura totale con il passato o qualcosa di completamente nuovo, ma mostrano un’evoluzione importante: ciò che sta cambiando non è solo la tecnologia, ma soprattutto il mindset e la strategia delle istituzioni finanziarie.

Il vero valore del NextGen Core Banking non risiede solo nella tecnologia in sé, ma in come queste piattaforme consentono una profonda trasformazione dei modelli operativi e dell’interazione con i clienti.

La vera trasformazione nasce dall’adozione di una visione customer-centric, non nel senso tradizionale che esiste da decenni, ma in un approccio rinnovato che sfrutta le potenzialità degli ecosistemi aperti, l’integrazione tramite API e una trasparenza radicale nei servizi finanziari. Questo approccio non rappresenta solo un adattamento delle tecnologie attuali, ma un cambiamento profondo nel modo in cui le banche interagiscono con i propri clienti e ottimizzano le loro operazioni. Il banking del futuro, come lo stiamo vedendo emergere, si sta muovendo verso un modello flessibile, componibile e cloud-native, che mette il cliente al centro di una rete interconnessa e aperta di servizi.

 

Quello che trasformerà davvero il banking del futuro non sarà soltanto l’adozione di nuove tecnologie, ma una completa riconfigurazione del modello bancario, in cui clienti, dati ed ecosistemi aperti convergeranno in modo così integrato che entro il 2030 la banca di oggi apparirà obsoleta. Le banche che avranno il coraggio di guidare questo cambiamento non solo sopravviveranno, ma ridefiniranno l’intero settore, anticipando i bisogni dei clienti prima ancora che questi li concepiscano.

Alpesh Tailor

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